Come riconoscere messaggi falsi dalla banca con link o virus
Ricevi email o SMS dalla banca che chiedono di aggiornare i dati? Scopri come capire se sono truffe e cosa fare con MEMO.
L'SMS truffa (gli esperti lo chiamano «smishing») imita un mittente di cui ti fidi: la banca, le Poste, un corriere, il Comune, l'Agenzia delle Entrate. Il nome che compare in alto può essere falso anche quando l'SMS finisce nella stessa conversazione dei messaggi veri: il mittente di un SMS si può scrivere a piacere.
Funziona perché è breve e arriva sul telefono che hai sempre in mano: non c'è il tempo di ragionare, e il link sembra l'unico modo per risolvere subito.
Ricevi email o SMS dalla banca che chiedono di aggiornare i dati? Scopri come capire se sono truffe e cosa fare con MEMO.
Attenzione a email, SMS o WhatsApp che chiedono dati o rinnovi con link sospetti. Non cliccare e controlla sempre.
Messaggi truffa fingono rimborsi dall’Agenzia delle Entrate per rubarti dati e soldi.
Attento agli SMS sulle multe con link falso che chiedono soldi o dati personali, potrebbero essere truffe.
Un SMS è quasi sempre una truffa quando mette fretta, chiede di cliccare un link per «sbloccare» o «verificare» qualcosa e arriva da un mittente che non ti aspettavi. I segnali che tornano in quasi tutti i casi sono quattro: una scadenza vicinissima, un link che non porta al sito ufficiale, la richiesta di dati personali o bancari, e il tentativo di scoraggiarti dal chiedere conferma a qualcun altro. Nel dubbio la regola è sempre la stessa: non cliccare, e verifica per un'altra strada, chiamando il numero che trovi sul sito ufficiale dell'ente o sul retro della tua carta.
Sì, molto probabilmente è una truffa chiamata smishing. Il messaggio vuole farti pagare subito una multa falsa, e il link ti porta a un sito che imita la Polizia per prendere i tuoi dati. Non cliccare mai sul link e non inserire i tuoi dati personali o della carta. Per controllare le tue multe, vai solo sui siti ufficiali della Polizia o chiama i loro numeri conosciuti. Se hai già cliccato o dato informazioni, chiama subito la tua banca per bloccare la carta. Elimina il messaggio e, se puoi, avvisa chi si occupa di sicurezza informatica. Non fidarti mai di messaggi che ti mettono fretta o paura.
Molti messaggi che arrivano con questo testo sono truffe. Ti chiedono di cliccare su un link che sembra del Ministero della Salute, ma è falso. Se clicchi, possono rubare i tuoi dati o installare un virus sul tuo telefono o computer. Non cliccare sul link. Se devi aggiornare i dati o rinnovare un servizio sanitario, scrivi tu l’indirizzo del sito ufficiale o usa il servizio che usi di solito. Se vuoi, chiedi a un familiare o a qualcuno di fiducia di aiutarti a controllare. Puoi anche segnalare il messaggio con MEMO se ti sembra sospetto.
Se hai solo aperto il link e non hai inserito niente, il rischio è basso: chiudi la pagina e non tornarci. Se invece hai inserito dati della carta o credenziali, agisci subito, nell'ordine: chiama la tua banca e chiedi il blocco della carta, cambia la password del servizio coinvolto e attiva la verifica in due passaggi, poi presenta denuncia. Non aspettare di «vedere se succede qualcosa»: i minuti contano, e la banca può fermare un pagamento che non è ancora andato a buon fine.
Le truffe online si segnalano alla Polizia Postale attraverso il portale del Commissariato di PS online (commissariatodips.it), dove si possono inviare sia segnalazioni sia denunce. Se è in corso un'emergenza o un reato in questo momento, il numero da chiamare è il 112. Per le frodi bancarie avvisa in parallelo la tua banca, che ha procedure proprie e tempi stretti per tentare di bloccare i pagamenti. Conserva gli screenshot del messaggio: servono a chi indaga.
Altri canali: Email e PEC · WhatsApp · Telefono