Come capisco se un SMS è una truffa?+
Un SMS è quasi sempre una truffa quando mette fretta, chiede di cliccare un link per «sbloccare» o «verificare» qualcosa e arriva da un mittente che non ti aspettavi. I segnali che tornano in quasi tutti i casi sono quattro: una scadenza vicinissima, un link che non porta al sito ufficiale, la richiesta di dati personali o bancari, e il tentativo di scoraggiarti dal chiedere conferma a qualcun altro. Nel dubbio la regola è sempre la stessa: non cliccare, e verifica per un'altra strada, chiamando il numero che trovi sul sito ufficiale dell'ente o sul retro della tua carta.
Come riconosco un'email di phishing?+
Un'email di phishing imita un mittente di cui ti fidi — la banca, le Poste, un corriere, un ente pubblico — per farti aprire un link e inserire dati. Per riconoscerla guarda l'indirizzo vero del mittente e non il nome che compare: spesso è un dominio che non c'entra niente con l'azienda. Diffida anche delle email che sono solo un'immagine, senza testo selezionabile: è un modo per aggirare i filtri antispam. Se il messaggio ti chiede di «confermare» credenziali o pagamenti, non rispondere e apri il sito ufficiale digitando tu l'indirizzo.
Ho cliccato su un link sospetto: cosa faccio adesso?+
Se hai solo aperto il link e non hai inserito niente, il rischio è basso: chiudi la pagina e non tornarci. Se invece hai inserito dati della carta o credenziali, agisci subito, nell'ordine: chiama la tua banca e chiedi il blocco della carta, cambia la password del servizio coinvolto e attiva la verifica in due passaggi, poi presenta denuncia. Non aspettare di «vedere se succede qualcosa»: i minuti contano, e la banca può fermare un pagamento che non è ancora andato a buon fine.
Mi è arrivato un messaggio che sembra di PagoPA, INPS o Agenzia delle Entrate: è vero?+
Gli enti pubblici italiani non chiedono per SMS o email di inserire i dati della carta, né di pagare tramite un link ricevuto in un messaggio. I falsi messaggi a nome di PagoPA, INPS, Agenzia delle Entrate e Fascicolo Sanitario sono fra le campagne più diffuse in Italia e parlano quasi sempre di un rimborso da riscuotere o di una multa da pagare subito. Il punto che trae in inganno è che il mittente può essere falsificato: un SMS può comparire nella stessa conversazione dei messaggi veri e non essere autentico. Verifica sempre entrando nell'area personale dell'ente dal suo sito ufficiale, mai dal link ricevuto.
Come funziona la truffa del pacco in giacenza?+
Nella truffa del finto corriere ricevi un SMS o un'email che dice che un pacco è fermo e che serve pagare una piccola somma — spesso pochi euro di «spese doganali» — per farlo consegnare. La cifra è bassa di proposito: serve solo a farti inserire i dati della carta su una pagina finta, che poi verranno usati per addebiti molto più grandi. I corrieri veri non chiedono pagamenti per SMS con un link: se aspetti davvero un pacco, controlla il codice di spedizione sul sito del corriere, digitando l'indirizzo a mano.
Mi chiedono la foto del documento e un selfie: è pericoloso?+
Sì, ed è una delle richieste più pericolose in assoluto: con la foto di un documento e un selfie una persona può tentare di aprire conti, chiedere prestiti o attivare servizi a tuo nome. È il furto di identità, e i danni si scoprono spesso mesi dopo. Nessuna banca, nessun ente pubblico e nessun sito serio ti chiede di mandare documento e selfie via chat, email o SMS. Se una richiesta del genere arriva da un annuncio, da un'offerta di lavoro o da un servizio che non hai cercato tu, fermati: non mandare niente.
Come faccio a sapere se un numero di telefono è affidabile?+
Il modo più rapido è cercare il numero su internet: se è stato usato per chiamate moleste o tentativi di truffa, di solito qualcuno l'ha già segnalato su siti dove gli utenti pubblicano le proprie esperienze. Attenzione però a due cose: l'assenza di segnalazioni non è una garanzia, perché un numero nuovo non ha ancora una storia, e il numero che vedi può essere falsificato. Se chi chiama dice di essere la tua banca e ti chiede codici, riaggancia e richiama tu il numero stampato sulla carta.
Perché le truffe arrivano proprio a me?+
Non è personale: la quasi totalità di questi messaggi viene inviata a grandi liste di indirizzi e numeri, senza sapere chi sei. Il tuo contatto può essere finito in circolazione dopo la violazione dei dati di un sito su cui ti eri registrato, oppure essere stato generato a caso. Per questo lo stesso finto SMS arriva nello stesso giorno a migliaia di persone. Riceverne uno non vuol dire che qualcuno ti ha preso di mira, e non c'è niente di cui vergognarsi.
A chi segnalo una truffa in Italia?+
Le truffe online si segnalano alla Polizia Postale attraverso il portale del Commissariato di PS online (commissariatodips.it), dove si possono inviare sia segnalazioni sia denunce. Se è in corso un'emergenza o un reato in questo momento, il numero da chiamare è il 112. Per le frodi bancarie avvisa in parallelo la tua banca, che ha procedure proprie e tempi stretti per tentare di bloccare i pagamenti. Conserva gli screenshot del messaggio: servono a chi indaga.
Ho dato i dati della mia carta a un sito falso: cosa devo fare?+
Chiama subito la tua banca e chiedi il blocco della carta: è la prima cosa da fare, prima di ogni altra. Poi controlla i movimenti recenti, disconosci formalmente le operazioni che non hai autorizzato e presenta denuncia alla Polizia Postale, allegando gli screenshot del messaggio e della pagina. Se sullo stesso sito avevi usato una password che usi anche altrove, cambiala ovunque. Non ti far ricontattare da chi «ti aiuta a recuperare i soldi»: è quasi sempre un secondo tentativo di truffa sulla stessa persona.
Che cos'è MEMO?+
MEMO è un'app italiana che controlla i messaggi sospetti e dice in parole semplici se sono una truffa. Nasce per gli anziani e per le famiglie che vogliono dare una mano a un genitore o a un nonno senza dovergli stare accanto tutto il giorno. Si copia il messaggio, si incolla in MEMO — oppure si manda la foto dello schermo — e in pochi secondi arriva un verdetto con il colore del rischio e la spiegazione del perché.
Come funziona MEMO?+
Con MEMO si controlla un messaggio in tre passaggi: si copia il testo sospetto (da SMS, WhatsApp o email) oppure si scatta una foto dello schermo, lo si incolla nell'app, e MEMO risponde in pochi secondi. La risposta non è solo «sì» o «no»: è un colore — verde, giallo o rosso — accompagnato dalla spiegazione di quali segnali sono stati trovati. Sul verdetto rosso compaiono anche i pulsanti per chiamare con un tocco una persona di fiducia o la Polizia.
MEMO blocca le truffe?+
No, e la distinzione è importante: MEMO non blocca niente, non intercetta i messaggi in arrivo e non agisce al posto tuo. È un consulente che guarda un messaggio quando glielo mostri tu e ti dice cosa ne pensa, lasciando a te la decisione. Questo vuol dire che nessun messaggio ti viene nascosto, ma anche che MEMO non può proteggerti da un messaggio che non gli hai fatto vedere.
MEMO può sbagliare?+
Sì, come qualunque sistema automatico: MEMO non è infallibile e non va usato come unica difesa. Quando un messaggio è ambiguo, MEMO preferisce dirlo apertamente e segnalarlo come incerto, spiegando cosa conviene verificare, invece di dare una risposta secca che potrebbe essere sbagliata. La regola da tenere sempre, con o senza MEMO, è semplice: se qualcosa non ti torna, non cliccare e non pagare, e chiedi a una persona di cui ti fidi.
MEMO funziona con WhatsApp, gli SMS e le email?+
Sì: MEMO funziona con qualsiasi messaggio, da qualunque applicazione arrivi. Si copia il testo da WhatsApp, dagli SMS, dalle email o da Messenger e lo si incolla nell'app. Se copiare è scomodo, funziona altrettanto bene la foto dello schermo, che spesso è il modo più facile per chi ha poca dimestichezza. MEMO controlla anche i numeri di telefono, per capire se chi ti ha chiamato è già stato segnalato da altri.
Su quali telefoni funziona MEMO?+
MEMO è disponibile come app per Android. Le versioni per iPhone e per computer sono in preparazione. Se vuoi essere avvisato quando escono, puoi lasciare la tua email su sonomemo.it: ti scriviamo solo per quello.
Quanto costa MEMO?+
Il controllo dei messaggi sospetti è gratuito: è la funzione principale di MEMO e resta a disposizione di tutti. In futuro è previsto un abbonamento facoltativo per funzioni aggiuntive, ma il controllo di un messaggio non entrerà mai a pagamento. Non chiediamo i dati della carta per usare l'app.
MEMO avvisa quando c'è una nuova truffa in giro?+
Sì: dentro l'app c'è una campanella con l'elenco delle truffe segnalate di recente in Italia, ognuna con una spiegazione breve di come funziona. L'elenco si aggiorna ogni settimana sulla base dei dati del CERT-AgID, l'organismo pubblico italiano che pubblica il riepilogo delle campagne malevole rilevate nel Paese. Serve a riconoscere una truffa prima ancora che arrivi a te.
MEMO legge tutti i miei messaggi?+
No: MEMO vede soltanto quello che gli mostri tu. Non ha accesso alla tua casella di posta, alle tue chat o ai tuoi SMS, e non legge niente in sottofondo. Ogni controllo parte da un gesto tuo: incolli un testo, scegli una foto, scrivi un numero. Quando non lo usi, MEMO non sta guardando niente.
Che fine fanno i messaggi e le foto che invio a MEMO?+
I testi e le foto inviati servono a produrre il verdetto e non vengono conservati come archivio dei tuoi messaggi dopo l'analisi. Le comunicazioni viaggiano cifrate e l'infrastruttura principale è in Europa. Dettagli completi — quali dati, per quale motivo, per quanto tempo, chi li riceve e quali trasferimenti avvengono fuori dall'Unione Europea — sono scritti nell'informativa privacy, che è la fonte da leggere prima di usare MEMO con messaggi che contengono dati delicati.
MEMO chiede l'accesso ai contatti o alla posizione?+
No: MEMO non chiede l'accesso alla rubrica, alle foto o alla posizione per funzionare. I contatti di fiducia, se decidi di impostarli, restano memorizzati sul tuo telefono e servono solo a farti chiamare quelle persone con un tocco quando ricevi un verdetto rosso. MEMO non telefona mai a nessuno da solo: le chiamate le avvii tu.
Questa pagina spiega come riconoscere i tentativi di truffa più diffusi. Non sostituisce il parere delle forze dell'ordine né quello della tua banca, e MEMO non è infallibile: nel dubbio, non cliccare e non pagare.